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Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II


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Críticas al Opus Dei: una respuesta

Vittorio Messori, Escritor y periodista, Corriere 7, suppl. a Corriere della Sera (Milán), 16.5.92

Texto

tuale presente nella vita quotidiana, a cominciare dal lavoro. I1 quale, per membro dell'Opus, è la via alla santità, se compiuto con gioia e generosità, nella consapevolezza che proprio nel lavoro la creatura agisce «ad immagine e somiglianza» del suo Creatore. Paradossalmente, proprio da questa prospettiva di ascetismo spirituale viene il «successo» anche umano che sembra caratterizzare tanti membri dell'Opus Dei: il loro apostolato è vissuto innanzitutto come esempio di serietà professionale; il lavoro fatto al meglio delle proprie possibilità è per essi un modo privilegiato per mostrare

che il cristianesimo non è «alienazione» ma, al contrario, pienezza di vita. Prima di passare all'annuncio del Vangelo con le parole, tentano di rendersi credibili attraverso i fatti della vita quotidiana.

Anche da questo non cominciare dalla «predicazione» orale ma da quella concreta, dell'esempio, vengono i sospetti di un loro mimetizzarsi, di un agire senza rivelare la loro appartenenza. In realtà, il Fondatore ha parole di fuoco contro quelle che chiama «le maledette società segrete», delle quali ebbe esperienza durissima nella Spagna pre-rivoluzionaria, e ammonisce i suoi dallo stare ben lontani da ogni spirito di setta. A questi suoi, tuttavia, Escrivá dà come modello, più che il Gesù della vita pubblica, quello dei trent'anni di vita appartata nella bottega di carpentiere a Nazareth. Gli elenchi degli ade

renti all'Opus Dei sono comunque pubblici e ogni membro è tenuto a dichia "arsi, se richiesto. Le case di formazione dell'Opera in tutto il mondo poi sono aperte a chiunque volesse meglio conoscere l'istituzione per magari accostarvisi. Della «leggenda nera» fa poi parte un'altra persuasione:

che dell'Opus (come avviene per la massoneria o per certi

club esclusivi) facciano parte soltanto persone ragguardevoli, che si tratti di una

istituzione elitaria sul piano sociale. In realtà, soprattutto nei luoghi di maggiore diffusione, come in Spagna e nell'America Latina, la creazione di Escrivá ha caratterí di massa: operai, contadini, lavoratori subordinati convivono e si formano spiritualmente alla pari con famosi professionisti o illustri accademici. «Di cento anime» diceva il Fondatore «me ne interessano cento: quella del contadino delle Ande come quella del banchiere di Wall Street». Un non escludere nessuno mal sopportato, nella Chiesa stessa, da certa demagogia che, ragionando in termini politici (proletari-borghesi, destra-sinistra) e non religiosi, ha ispirato l'opposizione alla beatificazione di domani. Qualcuno ha osservato: «Ci voleva un papa che ha ben conosciuto ï risultati concreti di certe "ideologie di liberazione socio-politica" per non farsi intimidire dalle proteste di certo mondo clericale, forse l'unico dove ancora sopravvivono "nostalgie dello schematismo marxista».

Vittorio Messorl

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