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Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II Enlaces |
Edgardo Giovannini, ex Rector de la Universidad de Friburgo (Suiza), Giornale del Popolo (Lugano, Suiza), 15.5.92
Texto
voro che Dio gli aveva affidato, rifuggì ogni protagonismo. Le sue doti naturali, che avrebbero potuto farne una figura di spicco, le investì per decenni nel lavoro oscuro e intenso di formazione dei suoi figli e di costruzione dell'arduoo edificio giuridico indispensabile, ma allora inesistente, della «prelatora personale». Solo tre anni prima che morisse le insistenze di chi gli vivevi accanto, facendo leva sull'affetto paterno, riuscirono a vincere la sua avversione a mettersi in mostra. Ormai erano circa 60.000 i membri dell'Opus Dei. La maggior parte di loro e quelli che sarebbero venuti poi non lo avrebbero mai conosciuto. Così, a settan t'anni, intraprese gli strapazzi di lunghi viaggi attraverso l'Europa e l'America latina. Si sottomise alle cineprese, ai riflettori, ai microfoni, che, del resto, non appena era di fronte alla gënte, sembrava dimenticare del tutto. Incontri continui con gente dell'Opus Dei e non, spesso :migliaia di persone. In un giardino,. in una scuola o dal proscenio di un_ teatro avviava un dialogo fitto con i presenti, che gli ponevano ogni sorta di domande, spesso confidenziali, con una straordinaria schiettezza. Anche quella era una grande catechesi, in cui si alternavano con naturalezza l'ironia garbata e le chiare verità di fede, aneddoti, scoppi di risa, umorismo e momenti di viva comtno Nella foto: Mons. Josemaria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei, verrà beatificato domenica prossima in Vaticano da Giovanni Paolo ll. zinne. Molti di questi incontri furono filmati e sono rimasti come viventi testimonianze. Lo scrittore francese André Frossard, parlandone alla televisione italiana, osservava acutamente che Mons. Josemaria Escrivà in questi incontri dava a ciascuno una risposta specifica, personale, ma che la risposta aveva sempre allo stesso tempo un contenuto, per così dire, personale per tutti. Non c'è contraddizione tra la chiamata di tutti alla santità e la solennità con cui la Chiesa proclama santi alcuni, uomini e donne. Di santi anonimi ce ne sono certamente a milioni, autentici, canonizzabili, ma che non verranno mai canonizzati. Furono traenti esempi per quelli che vissero attorno a loro. Quelli che la Chiesa canonizza diventano invece, per dir così, patrimonio di tutti. Sono modelli svariatissimi, per imitare - in qualunque ceto - l'unico modello comune a tutti, Gesù Cristo. Forse queste parole di Mons. Josemaria Escrivà danno la giusta dimensione dei termini di «santo» e «santità», che la nostra retorica tende a ingigantire e rendere irraggiungibili: «Quanti santi ci sono sulla terra?» - disse una volta - «Nessuno! Tutti siamo capaci delle peggiori infamie. La santità consiste nella lotta, nel sapere che abbiamo difetti e cercar di evitarli. Ce ne moriremo così: camminando in direzione della santità. Altrimenti, chi ci sopporterebbe? Altro che santi, saremmo solo superbi. Santata e avere difetti e combatterli, ma moriremo coi nostri difetti». * Professore emerito dell'Università di Friborgo Conocer el Opus Dei |