Conocer el Opus Dei

Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II


Enlaces

Opus Dei

Romana, Boletín del Opus Dei

Obras de S. Josemaría Escrivá

Opus Dei: enlaces interesantes

Testimonios sobre el Opus Dei

Proyecto Harambee

Críticas al Opus Dei: una respuesta

Ombretta Fumagalli Carulli, Parlamentaria, Profesora de la Universidad Católica de Milán, Il Giornale (Milán), 18.5.92

Texto

I1 Giornale

17.V.1992

Milano, Italia

UN PRECURSORE

DEL CONCILIO

di Ombretta Fumagalli Carulli

Non è facile comprendere ta fi

gura del fondatore deü' Dei José Maria Escrivá de Balaguer, beatificato ieri a Roma. Le polemiche, antiche e recenti, su lui non hanno giovato a re e più chiaro il suo niessaggio. Eppure si tratta di un messaggio semplice alla portata di tutti: perzl cammino di santificazione non è indispensabile l'esaltazione mistica, né è utile abbarbicarsi ad una sociologia ecclesiastica in una specie di mondo a parte, che si spaccia per l'anticamera del cielo, mentre il mondo comune va per la sua strada. È sufficiente compiere la propria professione con la massima perfezione.• che è anzitutto perfezione umana, cioè competenza professionale, ed inoltre peìfezione cristiana, per amore cioè di Dio ed al servizio degli uomini. Svolto in questo modo, ogni lavoro diceva Escrivá - anche umile o insignificante santifica e si santifica: Di, venta opera di Dio, operatío Dei, opus Dei, appunto.

Illustra questa figura meglio di ogni altro scritto un volume di Peter Berglar, ripubblicato in questi giorni in italiano Opus Dei. La vita e l'opera del fondatore. Essó non è solo una biografia Né è solo un libro spirituale, che racconta la storia di un uomo che, avendo indicato í1 lavoro professionale e la vita quotidiana come vie per la santifirazione, è stato definzto un «contemplativo nei bel mezzo della strada». E soprattutto un libro di storia, l'autore essendo stato ordinario di Storia medievale e

moderna all'universitàdí Colo

nia.

Ed èproprio laprospettivastorica che consente di cogliere la peculiarità dellafigura di EscrivcL Inserito nelle vicende del nostro secolo e di tutta la storia della Chiesa, egli appare precursore, ed in tempi assai remoti di alcuni tra z più significativi aspetti del Concilio Ecumenico Vatica- . no II. Esupe con lui la coØs one che considera z laici quali cristiani di seconda categoria solo perché immersi nelle cose del mondo. Nel lavoro, nella famígUa. I1 mondo, la professione, la famiglia, le relazioni sociali sØ invece indicati come luogo di un possibile incontroconDio.

L'idea rosi preposta era relativamentenuovane11928, quando

Escrivã fondò l'Ø Dei. Ma era gih ben presente nel Vangelo e nella vita dei primi cristiani. Questanovitti-recupero, che subz all'inizio tante incomprensioni e vere e proprie persecuzioni (compresa una denuncia del, Sant'Uffzcio, subito archiviata), non fu l'unica anticipazione del Concilio. Il fondatore del'Opus Dei fu pioniere di vie nuove per la Chiesa anche sotto il profilo giuridico. La sua formazione (era laureato in legge, oltre che in teologia) lo portò a ricercare una nuova figura per l'istituzione da lui fondata. Non è un caso se la Prelatura personale,, proiezione giuridica dello spirito conciliare e come tale inserita nel Codice di diritto canonico del 1983, sia stata applicata zn prece densa, nell'82, per la prima volta solo all'Øus Dei

Anticipazione conciliare fu anche la concezione del matrimonio come rapporto interpersonale di comunicazione reciproca ed insieme vocazione divinw una st rada anch'essa per la santita e per la «vita contemplativa nel mondo» .

Ma novità fu soprattutto l'etica del lavoro. A proposito di essa Berglar, nel suo volume, giustamente annota ta portata rivoluzionaria, ponendola a Øf veto con altre concezioi* pure relativamente diffuse: dal travisamento del racconto del Genesi che portò persecoli a vedere il lavorio come pena del peccato originale (mentre in realtà lo sono lo sforzo e la fatica ad esso legati); alla concezione del lavoro manuale e servile, considerato quasi vergognoso nel passato in contrapposizione con le attività più elevate delle classi dirigenti, come l'arte, la politica la guerra, l'amministrazione dei propri beni. Per Escrivá invece ogni lavoro è via uonsolodzsopravvivenza, madi santificazione, secondo un pensiero che sarebbe emerso con altrettantaforzanel magistero della Chiesa solo dopo zi Concilio, con l'Enciclica Laborem ExercensdzGiovanni Paolo IL

Queste ed altre anticipazioni storiche di principi concilíarí, spiegano ái ci ¿li di più o meno apprezzabili dietrologie l'urgenza della Chiesa di portare ll fondatore dell'Opus Det in tempi relativamente rapidi (essendo morto ne11975) sui propri altari.

279

Conocer el Opus Dei