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Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II


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Pag. 6 - 22 maggio 1992

L'OSSERVATORE ROMANO

Supplemento settimanale n. 21 (2603)

potè entrare in contatto con le Suore Canossiane Figlie della Carità. «El paron», come ella affettuosamente soleva chiamare Dio, esigette da lei la consacrazione alla vita religiosa. Per oltre cinquanta anni, fino alla morte avvenuta l'8 febbraio 1947, con profonda umiltà e con grande generosità ricoprì le mansioni di cuciniera, di guardarobiera, di portinaia e di ricamatrice, senza però mai dimenticare di recare conforto ai «fratelli più piccoli». Bakhita significa «fortunata»: tale ella si ritenne per aver potuto incontrare Cristo, anche attraverso la schiavitù. Un grande affetto' circonda ancor'oggí la figura della «Madre Moretta». Ne hanno dato testimonianza le centinaia di Figlie della Carità giunte a Piazza San Pietro da tutto il mondo. A guidarle era la Superiora Generale, Madre Elide Testa.

ll valore del messaggio lasciato da Giuseppina Bakhíta è stato così sottolineato da Madre llva Fomaro, Vicaria della congregazione. «La sua è un'eredità di speranza per tutte le popolazioni dell'Africa. Madre Giuseppina, lungo tutto l'arco dela sua vita, ha insegnato a confidare nella forza liberatrice di Cristo anche nei momenti più disperati».

Questo messaggio deve oggi risuonare più forte che mai tra le popolazioni del Sudan a favore delle quali Giovanni Paolo II, durante la sua omelia, ha lanciato un nuovo, accorato appello. Siano realizzati - ha detto - «gli asseriti ideali di pace e di concordia; affinché il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo - e in primo luogo del diritto alla libertà religiosa - sia a tutti garantito, senza discriminazioni etniche o religiose. Preoccupa grandemente - ha continuato il Santo Padre - la situazione delle centinaia di migliaia di profughi delle regione meridionah, che la guerra ha costretto ad abbandonare casa e lavoro; recentemente sono stati obbigatí ad abbandonare í campi dove avevano trovato una qualche forma dì

assistenza e sono stati trasportati in luoghi desertici ed è stato perfino impedito il libero pa.saggio ai convogli di soccorso delle agenzie internazionali. La loro situarione è tragica e non può lasciarci insensibili. Raccomando vivamente agli Enti internazionali di assistenza di volere continuare ad inviare il loro provvido, necessario e urgente aiuto». Proprio all'intercessione della nuova Beata, il Papa ha infine affidato la provata popolazione del Paese africano.

II rito di beatificazione ha avuto inizio alle ore 10 quando il Santo Padre è giunto all'altare posto sul sagrato della Basilica Vaticana, accompagnato da venti concelebranti. Tra di essi erano il Cardinale Vicario, Camillo Ruim; l'Arcivescovo di Dar es Salaam, Cardinale Laurean Rugambwa; l'Arcivescovo di Madrid, Cardinale Angel Suquía Goicoechea; l'Arcivescovo di Zaragoza,'Monsignor Elias Yanes Alvarez; l'Arcivescovo di Khartoum, Monsignor Gabriel Zubeir Wako; il Segretario della Congregazione delle Cause dei San

ti, Arcivescovo Edward Nowak; il Pro-Nunzio Apostolico in Sudan, Arcivescovo Erwin J. Ender; il Prelato del1'«Opus Dei», Monsignor Alvaro del Portíllo; il Vescovo di Vicenza, Monsignor Pietro Nonis; il Vescovo di E1 Obeid, nel Sudan, Monsignor Macram M. Gassis; il Vicario Generale dell'«Opus Dei», Monsignor Javíer Echevarría; e il Superiore Generale dei Canossianí, Padre Augusto Boscardìn.

Dopo l'introduzione alla Santa Messa, ha avuto luogo il rito di Beatificazione. I1 Cardinale Ruiní-e il Vescovo di Vicenza, Monsignor Nonis, hanno chiesto al Papa di ascrivere í due Servi di Dio nel novero dei Beati. Giovanni Paolo II ha ascoltato alcuni loro cenni biografici ed ha quindi pronunciato la solenne formula di Beatificazione, disponendo che la festa di Escrívá de Balaguer e di Giuseppina Bakhita venga celebrata rispettivamente il 26 giugno e l'8 febbraio, giorni della loro nascita al cielo. Un grande applauso si è poi al

zato da Piazza San Pietro mentre, sulla facciata della Basilica Vaticana, venivano svelate le effigi dei due nuovi Beati.

La loro intercessione è stata invocata durante la preghiera dei fedeli. In particolare sulla Prelatura dell'«Opus Dei» - «affinché tutti í suoi fedeli, sacerdoti e laici, seguendo con lealtà lo spirito del Fondatore sappiano santificare il loro lavoro professionale ordinario e trasformare tutti í momenti e le circostanze della loro vita in occasioni per amare il Signore» - e sulla Famiglia Canossiana - perché tutti coloro che partecipano al carisma di Santa Maddalena di Canossa, sappiano testimoniare con l'aiuto della nuova Beata «l'amore di Dio, soprattutto tra i più poveri con cuore umile e accogliente».

Le preghiere dei fedeli sono state elevate anche per il Santo Padre, «che il Signore ha scelto come successore di Pietro ePastore del gregge di Cristo, perchè nel suo incessante ministero apostolico sia sempre ricolmo della sapienza, della consolazione e della fortezza dello Spirito

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