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Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II Enlaces |
AA.VV., 19-29.5.92 (suplementos semanales)
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Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo hanno partecipato alla cerimonia di beatificazione Bue ¡llnerari di vita cristiana, un'unka via alla santità GIUSEPPE FIORENTINO Due vite tra loro molto diverse si sono incontrate nei cuori delle centinaia di migliaia di persone che, nella mattinata di domenica 17 maggio, hanno gremito Piazza San Pietro. Josemaría Escrivá de Balaguer e Gîuseppína Bakhíta, pur percorrendo itinerari radicalmente differenti, hanno raggiunto insieme í sentieri della santità. «Il loro incontro - ha detto Giovanni Paolo II al termine della solenne celebrazione eucaristica per la Beatíficazíone di questi due straordinari cristiani - parla molto a tutto il mondo e alla Chiesa». Nei due nuovi Beati, infatti, si riflette la molteplicità di carismi che rende ricca la comunità cattolica mondiale. Josemaría Escrivá de Balaguer, il sacerdote spagnolo al quale si deve la fondazione dell'«Opus Dei», ha intuito l'importanza della santificazione del lavoro di ciascuno. La «Madre Moretta», come affettuosamente veniva chiamata Giuseppina Bakhita dagli abitanti di Schio, ha invece saputo riempire della straordinarietà del dono anche la più umile delle occupazioni. Nato nel gennaio del 1902 da una famiglia profondamente cattolica, Escrívá de Balaguer venne ordinato sacerdote il 28 marzo del 1925. Nel 1927 venne trasferito a Madrid dove ricoprì l'incarico di cappellano del «Patronato de Enfermos». Il 2 ottobre 1928 fondò l'«Opus Dei» che ven ne riconosciuta da Pio XII nel 1950. I1 cammino fondato da Escrivá de Balaguer era ancora agli inizi quando, nel 1933, esplose la guerra civile spagnola. Furono momenti dolorosi contrassegnati da un forte anticlericalismo. Ma non per questo il sacerdote abbandonò il suo progetto. I1 prodigarsi nella preghiera e nell'apostolato fu, al contrario, la base del suo futuro sviluppo. Negli anni '50, il Fondatore volle trasferire a Roma la sede dell'«Opus Dei», per poter meglio «servire la Chiesa come essa vuole essere servita». Nella Città Eterna, Escrivà visse fino alla morte avvenuta il 28 marzo 1975. ll seme gettato dal sacerdote spagnolo ha dato molto frutto. Gli aderenti alla Prelatura dell'«Opus Dei» si contano oggi in decine di migliaia sparsi in tutti í Continenti. Molti di essi erano domenica a Piazza San Pietro. Tra la folla si distinguevano gruppi provenienti dal Perù, dal Giappone, dall'Australia, dalla Nuova Zelanda, dall'America del Nord e da molti Paesi europei. Tutti erano idealmente guidati 'dal fratello più giovane di Josemaría Escrivá, Santiago, che ha partecipato alla cerimonia di Beatificazione accompagnato dai suoi 8 figli. Sul suo volto traspariva una forte commozione. «Non ho quasi parole - ha confessato - per descrivere l'emozione di una giornata come questa, da me tanto attesa. La presenza di tutta questa gente dimostra che l'intuizione di mio fratello è stata giusta. I1 suo ideale dí santificazione attraverso il lavoro dell'uomo si sta dimostrando prezioso per la Chiesa intera ed anche per quei Paesi dell'Europa da poco riaffacciatisi alla libertà». Completamente diverso, ma non meno prezioso, è stato il cammino percorso da Giuseppina Bakhíta, originaria del Sudan, la quale, ancora in tenerissima età, venne rapita e sottoposta ad atroci torture prima di essere venduta come schiava. Dopo varie peripezie giunse in Italia dove Conocer el Opus Dei |