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Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II


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Studi cattolici (Milano), VI.92 (homilía 18.5.92)

Texto

L'udienza del 18 maggio

L'OMAGGIO

DEL PRELATO

Beatissimo Padre,

provo una vivissima gioia nel prendere la parola e rivolgermi a Vostra Santità. Lo faccio in nome delle migliaia di fedeli, sacerdoti e laici, della Prelatura dell'Opus Dei, di Cooperatori e di amici dell'Opera, che sono convenuti a Roma dai cinque continenti per assistere alla Beatificazione di Josemaría Escrivá de Balaguer, Fondatore dell'Opus Dei. So di rappresentare anche tutti coloro, ancor più numerosi, che non avendo potuto venire nella Città Eterna, sono tuttavia qui spiritualmente presenti in piazza San Pietro e 'si uniscono a noi nella fedele adesione e nell'affetto filiale al Romano Pontefice. Mi permetta, Santo Padre, che in nome di tutti loro e facendomi interprete anche dei sentimenti delle innumerevoli persone che ricorrono all'intercessione del Beato Josemaría Escrivá, di

ringraziarla per la solenne cerimonia di Beatificazione che ieri Vostra Santità ha presieduto in questo stesso luogo.

La crescente diffusione della devozione privata al Fondatore dell'Opus Dei è stata definita, nel Decreto sulle sue virtù eroiche, «un vero fenomeno di pietà popolare». D'ora in poi, dopo la sua elevazione alla gloria degli altari, aumenterà ancor di più il numero di coloro che riceveranno un efficace aiuto spirituale attraverso il culto pubblico, l'esempio e gli insegnamenti del Beato Josemaría. I1 motivo principale della nostra gioia e della nostra gratitudine a Dio e a Vostra Santità per la Beatificazione del nostro amatissimo Fondatore è proprio il gran bene che essa arrecherà non solo all'Opus Dei ma a tutta la Chiesa. Questo sentimento è la diretta conseguenza di quanto abbiamo imparato e ascoltato costantemente dal Beato Josemaría Escrivá, il quale soleva ripetere: «L'unica ambizione, l'unico desiderio dell'Opus Dei e di ognuno dei suoi figli è quello di servire la Chiesa, come Essa vuole essere servita» (Lettera, 31-V-1943, n. 1). Questo servizio, come qualunque servizio veramente ecclesiale, esige la comunione con í Pastori che «lo Spirito Santo ¡.. j ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue» (At 20, 28), e in modo particolare con il Successore di Pietro, quale principio e fondamento visibile dell'unità della Chiesa (efr Lumen gentium, n. 23). I1 Beato Josemaría Escrivá ci spinse a considerare sempre la comunione con il Romano Pontefice nel suo profondo contenuto teologico e, nel contempo, a viverla come un'amabilissima esigenza di unione effettiva e affettiva. Interpretando í sentimenti di tutti quelli che oggi rappresento, posso rivolgermi al Signore facendo mia, ancora una volta, un'esclamazione del Beato Josemaría: «Grazie, mio Dio, per l'amore al Papa che hai messo nel mio cuóre» (Cammino, n. 573). Beatissimo Padre, in questo giorno in cui per una graditissima coincidenza festeggiamo il settantaduesimo compleanno di Vostra Santità, mi permetta, rinnovando la piena adesione mia e di tutta la Prelatura dell'Opus Dei alla Sede di Pietro, di porgerle gli auguri con la classica espressione latina, che vuol essere un'invocazione al Signore e alla sua Santissima Madre: ad multos annos! E, dopo aver ringraziato ancora di tutto cuore Vostra Santità, chiedo, per me e. per tutti coloro che partecipano festosi alla Beatificazione di Josemaría Escrivá, la fortezza della Benedizione Apostolica.

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