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Artículos de la prensa internacional en los años que rodean a la beatificación de Josemaría Escrivá por Juan Pablo II Enlaces |
Studi cattolici (Milano), VI.92 (homilía 18.5.92)
Texto
culmine che permette all'anima di esclamare con San Paolo. «Per me infatti il vivere è Cristo» (11); «non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (12). «Mentre consideriamo la vita di coloro che hanno seguito fedelmente Cristo»-, insegna il Concilio Vaticano II, «per un motivo in più ci sentiamo spinti a cercare la città futura (cfr Eb 13,14 e 11,10) e insieme ci è insegnata la via sicurissima per la quale, ira le mutevoli cose del mondo, potremo arrivare alla perfetta unione con Cristo» (13). La santità raggiunta dal Beato Josemaría non rappresenta un ideale impossibile; è un esempio che non si rivolge soltanto a poche anime elette, bensì a innumerevoli cristiani, chiamati da Dio a santificarsi nel mondo: nell'ambito del lavoro professionale, della vita familiare e sociale. E un esempio illuminante di come le occupazioni quotidiane non siano un disturbo per lo sviluppo della vita spirituale, ma possano e debbano trasformarsi in orazione: egli stesso costatavi per iscritto nei suoi appunti personali, con una certa sorpresa, che vibrava d'Amore per Dio proprio «per strada, fra il rumore delle automobili, dei mezzi pubblici, della gente, perfino leggendo il giornale!» (14). E un esempio particolarmente vicino, poiché il Beato Josemaría è vissuto fra di noi: siete in molti, qui presenti, ad averlo conosciuto di persona. Egli ha partecipato inten= samente alle ansie della nostra epoca, e proprio nelle attività di ogni giorno, mediante il compimento fedele dei doverii quotidiani nello Spirito di Cristo (15), ha raggiunto la santità. Abbiamo ascoltato, nel Vangelo della Messa, le parole che concludono il racconto della pesca miracolosa: gli apostoli lasciarono tutto e seguirono Gesù (16). L'insegnamento è chiaro: per seguire Cristo è necessario lasciare tutte le cose. I1 Beato Josemaría ha risposto senza esitazione a questa richiesta, e ha insegnato che è possibile adempierla pienamente in mezzo al mondo. Sì! E possibile essere del mondo senza essere mondani; è possibile restare ciascuno al proprio posto e al tempo stesso seguire Cristo e restare in Lui. E possibile vivere in Cielo e sulla terra, essere contemplativi in mezzo al mondo, trasformando le circostanze della vita ordinaria in occasioni d'incontro con Dio, in mezzi per condurre altre anime al Signore e informare dall'interno la società umana dello spirito di Cristo, offrendo a Dio Padre tutte le nostre opere in unione col Sacrificio della Croce che si rinnova sacramentalmente nell'Eucaristia (17). Questo messaggio di santificazione nelle e delle realtà terrene appare provvidenzialmente attuale nella situazione del nostro tempo (18), che ha urgente bisogno di volgere lo sviluppo scientifico e tecnico non verso la mera, infraumana cultura del benessere materiale, bensì verso una cultura che potremmo definire del benessere integrale: di tutto l'uomo e di tutti gli uomini, per edificare il regno di Cristo sulla terra: un regno di giustizia, di amore e di pace (19). Questo regno, di cui la Chiesa è portatrice, comincia nel cuore dell'uomo, e di qui si propaga alla vita famigliare, professionale e sociale. Con parole del Santo Padre Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, questo nostro mondo delle conquiste scientifiche e tecniche [...] è nello stesso tempo il mondo che "geme e soffre" (Rm 8, 22) ed "attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio" (Rm 8, 19) (20). Non c'è dubbio: «Queste crisi mondiali sono crisi di santi. - Dio vuole un pugno di uomini "suoi" in ogni attività umana. - Poi... Pax Christi in regno Christi, la pace di Cristo nel regno di Cristo» (21). Fin da quando era molto giovane il Beato Josemaría comprese, illuminato da Dio, che la Creazione, la Redenzione e la Santificazione del mondo costituiscono il tessuto di un unico progetto eterno della Santissima Trinità, che ha ordinato tutte le cose alla gloria del Padre, e le conduce a questo fine per mezzo del Figlio; con la forza dello Spirito Santo. Già negli anni trenta così egli condensava, in pochi tratti, il programma della sua vita e la ragion d'essere dell'Opus Dei: «Dobbiamo dare a Dio tutta la gloria. Lo vuole Lui: gloriam meam alteri non dabo, non cederò la mia gloria ad altri (Is 42, 8). E per questo noi vogliamo che Cristo regni, poiché per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri Omnipotenti in urinate Spiritus Sancii omnis honor et gloria; per Cristo, con Cristo e in Cristo, a te, Dio Padre onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo., ogni onore e gloria. Ed esigenza della sua gloria e del suo regno è che. tutti, con Pietro, vadano a Gesù per Maria» (22). I1 Beato Jósemaría volle sempre vivere per la gloria di Dio, e orientare a questo fine tutte le realtà terrene. Per questo cercò con tutta l'anima l'unione con Cristo attraverso Maria, e la raggiunse perché amò con tutto il suo cuore e servì con tutta la sua vita la Chiesa e il Papa. Non posso fare a meno di ricordare la prima volta che venne a Roma, _e la sua emozione nello scorgere la cupola di San Pietro, e nel recitare il Credo. Quella notte la trascorse per intero in veglia di orazione, con lo sguardo fisso sulle finestre degli appartamenti del Santo Padre, che si vedevano a breve distanza dalla terrazza della casa dove abitavamo, nella vicina Piazza della Città Leonina. Questo spirito di orazione perseverante e 38 Conocer el Opus Dei |